LE CAMPAGNE DELLA FEDERAZIONE ITALIANA STORIA ARMI E TIRO
 
Dr. Watson: il database sui delitti commessi con armi da fuoco legali ed illegalihttp://www.cavalierifisat.it/watson.php

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Le ultime novità in campo politico sul diritto di possedere armi

Si, lo ammettiamo, siamo complottisti, di quelli che qualunque cosa accada cercano di metterla in relazione alle più sordide trame oscure, e sono anche uno di quelli che non ci sta a nuotare tra le lacrime di coccodrillo abilmente spante in TV dal sig. Obama al culmine di una colossale orgia mediatica, abilmente orchestrata, e finalizzata a rincoglionire (siamo anche anche scurrili, oltre che complottisti) fino al midollo l'opinione pubblica mondiale, e a distrarla dal reale scopo del famoso giro di vite in materia di possesso di armi voluto dal piangente inquilino della Casa Bianca (chissà se ha pianto così tanto anche quando ha fatto bombardare schiere di civili in Siria come in Libia…).

Perché, e noi di FISAT lo diciamo da tempo, a costo di apparire ripetitivi e paranoici, il reale scopo di questa iniziativa (e di tutte quelle analoghe nel mondo, vedi UE) non è aumentare la sicurezza pubblica, ma, piuttosto, quello di determinare un efficace controllo delle masse ed un contemporaneo affievolimento dei diritti individuali e sociali.

Infatti, è' nostra opinione, e di tutti coloro che si occupano seriamente di armi, che il diritto di possederne sia direttamente proporzionale al livello di libertà individuale e sociale di un Paese, ed ogni sua contrazione comporti potenzialmente un pericolo appunto per la libertà, e questo per due ordini di motivi:

•il possesso diffuso di armi, specie se non registrate, come in molti stati degli USA, rende potenzialmente fattibili immediate forme di resistenza democratica all'autorità costituita, qualora questa dovesse prendere una deriva autoritaria


•il possesso diffuso di armi genera sicurezza, sia reale che percepita, e questo lo possiamo notare anche in Italia, dove ogni qualvolta la cronaca riporta di un qualche efferato delitto, aumenta l'interesse al possesso di armi correlato al desiderio di difendere il proprio domicilio


Allora, se vengono meno i due punti precedenti, è già dittatura? No, ovviamente, e non di tipo classico, quello che noi tutti abbiamo studiato sui libri di storia e che ci riporta alla mente Stalin, Hitler o Ceausescu, per lo meno nel mondo Occidentale, ma potrebbe essere l'anticamera di uno scenario ben più subdolo ed altrettanto inquietante.

Complice infatti un'esplosiva e complessa situazione sociale, comune a tutto l'Occidente, fatta da una miscela di povertà, disagio e minaccia terroristica, l'aumento dell'insicurezza e della sua percezione, congiuntamente all'impossibilità di difendersi e alla consapevolezza di essere inermi, porterà la gente stessa a chiedere (o comunque ad accettare) un intervento sempre più invasivo dello stato a scapito di diritti e libertà sociali ed individuali, a favore ovviamente di pochi, perché, in tutto questo, qualcuno ci guadagnerà di certo.

Farneticazioni? Fantapolitica? Si, forse, ma forse appunto. Noi come al solito ci auguriamo di sbagliarci, ma lo scenario appena descritto si sta di giorno in giorno concretizzando nelle nostre strade, o le vediamo solo noi complottisti certe cose?

Perché a noi pare di vedere ad esempio un'Europa allo sbando totale, una sempre più consistente minaccia terroristica (a Capodanno i fatti di Colonia, e oggi un morto a Parigi), e una situazione sociale allo stremo, soprattutto nelle banlieue delle grandi metropoli. E intanto, proprio oggi, il democratico Hollande ha prolungato fino a marzo lo stato di polizia, pardon, di emergenza, in Francia…

Fortunatamente esistono ancora gli uomini liberi, pronti a dar battaglia negli USA come in Europa, e in merito alle nostre di battaglie ricordo a tutti che interi Paesi si sono schierati contro le proposte liberticide in materia di armi dell'UE, e che nulla ancora è perduto.

TI invito, infine, nel tuo piccolo, a firmare questa petizione:


www.gunban.eu


https://www.change.org/p/council-of-the-european-union-eu-you-cannot-stop-terrorism-by-restricting-legal-gun-ownership


E ad esprimere tutta la TUA contrarietà, scrivendo direttamente (e civilmente!) sul sito della Ue: https://ec.europa.eu/transparency/regdoc/?fuseaction=feedback&docId=3085376


                                                                                                                               

                                                                                                                 
         Il Direttivo FISAT


 

TIRANNICHE LACRIME DI COCCODRILLO

PRIMA TI DISARMANO E POI TI AMMAZZANO.

FERMIAMOLI ADESSO


Sono le 13 e ricevo la telefonata che tutti noi temiamo: “Sai qualcosa della discussione alla I Commissione del Senato oggi pomeriggio ?”.


Tremando andiamo a vedere: alle 14 la I Commissione discute di queste materie (tra le altre):


1. Manuela GRANAIOLA e Silvana AMATI. - Modifiche alla normativa per la concessione del porto d’armi e per la detenzione di armi comuni da sparo e per uso sportivo

(Pareri della 2ª, della 4ª, della 5ª, della 7ª, della 10ª, della 12ª, della 13ª Commissione e della Commissione parlamentare per le questioni regionali)

(583)


2. DIVINA (LNP - pro causa)  - Modifiche al testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, in materia di rilascio della licenza di portare armi

(Pareri della 2ª, della 5ª, della 10ª, della 13ª Commissione e della Commissione parlamentare per le questioni regionali)

(1976)


3. PANIZZA ed altri. - Modifiche al decreto legislativo 29 settembre 2013, n. 121, nonché alla legge 18 aprile 1975, n. 110, in materia di disciplina delle armi

(Pareri della 5ª e della 7ª Commissione)


Ma quel che temo davvero é di seguito :


II. Esame, ai sensi dell'articolo 144 del Regolamento, dell'atto comunitario sottoposto al parere motivato sulla sussidiarietà:

Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 91/477/CEE del Consiglio, relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi - Relatore alla CommissioneRUSSO

(Osservazioni della 3ª e della 14ª Commissione)


Mi arrivano anche in mano dei materiali che certo la Commissione Europea non vuole siano pubblici e che per ora non sono autorizzato a pubblicare.


In essi si spiega che :


1) le armi B7 devono esere vietate perché troppo simili alle armi militari e troppo facili da modificare;


2) Si lascia intendere che i terroristi di Parigi e la criminalità hanno utilizzato armi provenienti dal mercato legale approfittando delle difformità dei regimi regolatori dei vari Paesi;


  1. 3) La criminalità si avvale delle armi procurate presso i “collezionisti” che non sono regolati dalla legislazione europea;

  2. 4) Che acquisare armi su Internet é troppo facile e deve essere vietato;

  3. 5) Che la criminalità si appovvigiona di armi disattivate, riattivandole con troppa semplicità.


Ci mettiamo alla macchina da scrivere per fornire dei materiali di risposta ai nostri Senatori, smontando una per una tutte le panzane della Commissione Europea (devono credere che in Europa non si abbia accesso a Google) prima fra tutte che i terroristi si sono apporvvigionati di armi legali. NON LO HANNO FATTO hanno acquistato armi a raffica categoria A (AK ecc.) ; nel caso di Charlie Hebdo (Gennaio 2015) da un trafficante belga e nel caso più recente acquistandole via Internet sul mercato illegale (le hanno pagate anche care, si parla di 5000 euro l’una).


Riusciamo anche a trovare numerosi articoli che spiegano come i terroristi si siano procurati le armi (basta anche guardare Armi e Tiro che ha seguito la cosa in modo completo) per cui non é possibile che alla Commissione Europea - che riceve direttamente i rapporti di polizia riservati - NON LO SAPPIANO.

FANNO FINTA DI NON SAPERLO SPERANDO DI FAR PASSARE UNA COSA PER UN’ALTRA.


Vietare l’acquisto di merci illegali su Internet non é possibile, a meno che on si vieti Internet, proprio perché Internet é una fonte di informazioni e come tali non é possibile stabilire prima quali siano legali e quali no. Regolare ulteriormente il commercio di armi non servirà a controllare un belga che prende quattro Kala illegali, li butta nel baule della macchina e li va a vendere a Parigi, approfittando che grazie all’accordo di Schengen non ci sono controlli alle frontiere (che comunque non c’erano neanche prima).


TUTTO QUESTO NON C’ENTRA COL MERCATO LEGALE, NON C’ENTRA COI COLLEZIONISTI, NON C’ENTRA COL POSSESSO DI ARMI. SONO TUTTE SCUSE PUERILI PER CERCARE VIETARE, COME OBAMA STA CERCANDO (SENZA RIUSCIRCI) DI FARE NEGLI USA.


Come disse un ex dirigente di Interpol il giorno del proprio pensionamento, si deve andare nella direzione opposta; per rispondere agli attentati tipo “LUPO SOLITARIO” come quelli degli USA e di Parigi occorrono PIU’ CITTADINI legalmente armati e non MENO.


Abbiamo risposto come si doveva e siamo certi che nel pomeriggio di oggi gli esponenti politici a noi favorevoli faranno loro le nostre posizioni. Ci aspetta un 2016 di grandi battaglie in cui le sue fazioni (pro e contro) si scontreranno senza esclusioni di colpi da entrambi i lati dell’Oceano.


Sto partendo per gli USA ove chiederò ancora una volta l’aiuto delle associazioni americane per sviluppare ancora una rete di pressione europea in favore di questa causa.


Chi scrive ha vissuto, da giovane, la formazione dell’Unione Europea come una grande occasione di libertà, anche di materia di armi legali e del loro uso responsabile, contro ogni forma di monopolio o isterico divieto.

Così non é stato.

Sta a noi ora evitare che essa diventi un enorme luogo di compressione della libertà, che inizia proprio con i divieti in materia di armi che si vogliono contrabbandare come misure di sicurezza e contro la criminalità ma sono in realtà forme di disarmo transnazionale per renderci ancora pià inermi di fronte ai criminali ed al grande potere.

Vedremo come andrà a finire ma in ogni caso nessuno potrà dire che non ci abbiamo provato.


Cominciamo aderendo a queste due proposte ; gli mancano solo 5000 firme e siamo a 300.000. Picchiamo duro.


https://www.change.org/p/council-of-the-european-union-eu-you-cannot-stop-terrorism-by-restricting-legal-gun-ownership



                                                                                                    Il Presidente FISAT

12 Gennaio 2015 ore 21.00

Comunicato stampa Lega Nord sulla bozza di Direttiva Europea:

Calderoli e Candiani: "Contrari a direttiva europea che limita accesso ad armi ad uso civile"


"È incredibile che l'Unione Europea pensi di poter aumentare la propria sicurezza interna, alla luce dei recenti attentati di matrice islamica, commessi con armi da guerra, limitando la circolazione e l'accesso alle armi destinate ad usi civili. Per questa ragione la Lega Nord è fermamente contraria alla Proposta di Direttiva recante modifiche alla 91/477/CEE, che penalizzerebbe indiscriminatamente collezionisti, cacciatori e sportivi senza giustificato motivo, colpendo oltretutto imprenditori che operano in una nostra nicchia di eccellenza. Si tratta infatti di un'operazione inutile, dal momento che i terroristi utilizzano armi da guerra che si procurano illegalmente attraverso ben altre vie".


Lo affermano i senatori della Lega Nord, Roberto Calderoli e Stefano Candiani, in relazione alla Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la direttiva 91/477/CEE del Consiglio, relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi.


"I presupposti stessi dell'iniziativa sono sbagliati - proseguono i senatori Calderoli e Candiani - perché, contrariamente a quanto riferito in sede di relazione, le nuove norme non incideranno di un millimetro sulla capacità dei terroristi di acquisire le armi già illegali che utilizzano normalmente e come tali non risentono di divieti e restrizioni al commercio ed alla detenzione legale di armi. Del tutto illogico, poi, appare il divieto di certe categorie di armi (come le B7) che sono state incluse nella 2008/51/CE 91/447 /CE proprio perché non potessero vietate; il loro funzionamento è identico a quello delle altre categorie di armi permesse e hanno solo una somiglianza estetica con le armi militari che funzionano in modo completamente diverso. Al Senato è oggi emerso che la nostra preoccupazione al riguardo è condivisa da una maggioranza molto ampia".


"L'unico elemento positivo dell'operazione - proseguono i senatori della Lega Nord - è la volontà di uniformare le legislazioni nazionali esistenti in materia all’interno dell’Unione Europea. È auspicabile che ciò avvenga davvero, perchè la legislazione italiana ha finora danneggiato significativamente i nostri produttori di armi ad uso sportivo e di difesa personale ben oltre il necessario, imponendo requisiti e controlli più stringenti di quelli in uso presso i nostri partners. Va però evitata l'introduzione su scala europea di nuovi divieti insensati".



Il Commento di FISAT:


Stasera in Commissione abbiamo avuto un piccola vittoria tattica perché il provvedimento é passato - perché comunque siamo in minoranza - ma con  i commenti dell’opposizione che per certo non faranno che aumentare il livello di scrutinio dei provvedimenti  scoraggiando quindi il passaggio nel silenzio tipico degli scorsi decenni.

Abbiamo partecipato una piccola relazione rissuntiva che smontava punto per punto tutte le “false interpretazioni” (leggasi bugie) - redatta anche a grazie a materiale d’archivio del sito Armi e Tiro -  brillantememte recepita sia dagli esponenti politici che dai loro collaboratori tecnici e questa sinergia ha portato ad un valido risultato.


C’é ancora molto da lavorare. Nella mattinata di domani (Mercoledi) sentirò la segreteria dei nostri referenti cercando di farmi autorizzare a divulgare il materiale della Commissione Europea (che sarebbe comunque pubblico) e descrivere nel dettaglio come é andata la seduta in Commissione.

Concludiamo, per amore di verità, con sentiti complimenti anche alla rivista Armi e Tiro i cui materiali d’archivio sono stati fondamentali per supportare la  relazione negli strettissimi tempi concessi dall’iter dei lavori, pari a circa trenta minuti (dalle 13.30 alle 14.00).


Sarà una lotta dura ma comunque interessante.


                                                                                                Il Direttivo FISAT